Level-up your leadership with Agile Supervision

Level-up your leadership with Agile Supervision

Durante il meetup di mercoledì 17 Novembre 2021, Fabio Gariboldi – Reloader esperto in metodologie di business coaching e di training innovative – insieme al collega AR Marco Matera, ha dimostrato come la Agile Supervision (AS) rappresenti un’indispensabile alleata per sviluppare la leadership e le competenze di coaching nei ruoli in agile.

Dopo un’introduzione alla teoria e alla pratica della supervisione, Fabio ha condiviso alcuni esempi applicativi, per permettere ai partecipanti di contestualizzare l’AS e comprenderne l’utilità.

Introduzione al “ruolo”

Prima di iniziare, è bene condividere una definizione di “Ruolo”: “funzione o atteggiamento assunto da un individuo e riconosciutogli all’interno di un’organizzazione”.

In realtà, il proprio ruolo si può comporre di una costellazione di competenze che appartengono anche ad altri ruoli (“oloni”) e che emergono nel “qui ed ora dell’azione organizzativa, in funzione di una propria scelta, degli obiettivi condivisi o delle persone coinvolte. 

In seguito all’esperienza di supervisione, l’individuo arriva a comprendere come la leadership intesa come “potere di ruolo”, richieda l’abilità di tenere in mano competenze tecniche, relazionali e sistemiche, in direzione del valore o dell’obiettivo finale.

Grafico “le competenze implicite”, quali competenze sistemiche, orientamento all’obiettivo, competenze relazionali, competenze verticali

Il primo valore agile è la centralità dell’individuo, un fattore critico di successo.

Per agire compiutamente il mindset agile, le competenze sistemiche e relazionali diventano centrali.

Nei ruoli dell’agilità, è noto quanto siano importanti le competenze di dominio per dare consistenza alla propria azione nel team”; tuttavia, nella gestione della componente relazionale e delle dinamiche sistemiche, entrano in gioco delle competenze implicite.

A conferma di ciò, è aumentato il numero di certificazioni del coaching e della leadership agile nei canali ufficiali dì accreditamento, un tempo dedicati esclusivamente ai ruoli core dei framework agili.

 

L’Agile Supervision

La supervisione è uno strumento che, integrato alle pratiche e ai ruoli agili, fornisce supporto nello sviluppo delle abilità sistemiche e relazionali del proprio ruolo, all’interno del contesto agile. Soprattutto nelle professioni di supporto e consulenza, si tratta di una strategia pensata per affidarsi ad uno sguardo esterno che monitori l’esercizio del proprio ruolo. Nell’agilità, è necessario guardare a tutte le competenze e alle loro connessioni, all’interno di un sistema complesso e innovativo. 

La pratica della supervisione si può descrivere, semplificando, come una specie di retrospettiva individuale, in uno spazio a due, dove si riflette su:

  • casi emersi nella propria pratica professionale; 
  • peculiarità del proprio ruolo nell’organizzazione; 
  • significato dell’efficacia delle pratiche e degli strumenti nel “qui ed ora”;
  • impatti relazionali delle proprie scelte e, soprattutto, del proprio sviluppo come professionista. 

Nella supervisione si osserva l’operato individuale per uscire con nuovi punti dì vista, strumenti per leggere ed agire le relazioni e maggior consapevolezza del proprio “potere di ruolo”.

Qualche applicazione pratica dell’Agile Supervision

L’Agile Supervision può servire per:

  • leggere ed agire le relazioni nel team, con gli stakeholder e nel sistema, in modo più consapevole;
  • migliorare il proprio modo di essere leader (sapere andare per primo, prendendosi le responsabilità) nella propria organizzazione;
  • fornire uno spazio di conoscenza reciproca tra individui, “a prescindere” dal progetto o prodotto.

Di seguito, tre esempi di come utilizzare la Supervisione Agile.

I piani della complessità.
Insieme al supervisor, si esplorano i diversi piani dell’agire e la natura complessa delle interazioni, al fine di aumentare il ventaglio delle scelte possibili.

Processo di de-biasing. Processo di de-biasing grafico
I bias emergono quando:

  • vi è un accumulo di informazioni da gestire;
  • il tempo per prendere decisioni è limitato;
  • c’è bisogno di trovare un senso degli eventi;
  • la memoria è insufficiente per ricordare tutto.

In questo caso, la supervisione permette di colmare i punti ciechi e di prevenire gli effetti sistemici dei bias, prima che questi costituiscano un problema.

Dinamiche relazionali.
La supervisione e la pratica riflessiva guidata permettono di osservare, da più punti di vista, una particolare situazione altrimenti difficile in ottica retrospettiva.

Il 7-eyed model dell’Agile Supervision è un adattamento del modello classico, volto ad approfondire l’impatto relazionale della cultura agile, quindi:

  • influenze reciproche;
  • processi paralleli;
  • congruenza e/o conflitto tra valori.

In tal senso, l’Agile Supervision costituisce l’indagine degli aspetti di relazione.

Dinamiche relazionali illustrazione

 

L’Agile Supervision e la Leadership

La leadership è il modo in cui riusciamo a esercitare compiutamente il potere della nostra posizione all’interno dell’organizzazione. 

Riprendendo il concetto di “ruolo”: è l’esercizio della propria area di responsabilità, ossia il possesso di una leadership personale. La possibilità di far fare un salto di livello (Level-Up) alla propria leadership, passa per l’acquisizione della capacità di muoversi agilmente fra i differenti livelli stratificati del proprio ruolo e delle sue competenze. In tal senso, l’Agile Supervision adotta un punto di vista che consente di spiegare come le diverse competenze si collegano fra loro, pur avendo differenti verticalità, distanza rispetto al ruolo e ampiezza di esercizio. 

Un esempio pratico: durante un evento di scrum può essere necessario, per uno scrum master, spostarsi temporaneamente in un ruolo di mero facilitatore e ad applicare alcuni strumenti del coaching.  Che effetto può avere un tale salto di funzione, sul risultato dell’evento, sulla percezione del suo ruolo nel team, nelle relazioni con gli altri e con l’organizzazione? 

Riflettere su queste ed altre domande, in uno spazio dedicato a ciascuno e in compagnia di un supervisore, consente di prendere atto di aspetti che influiscono sulla propria efficacia professionale e sulla propria leadership.

La leadership è il modo in cui dare completezza al nostro ruolo. 

Ma in che momento il potere di ruolo diventa “requisito funzionale organizzativo”? 

Due dei modelli di leadership più apprezzati nell’agile ci aiutano ad indagare questo aspetto:

  • Host leadership.Host leadership illustrazione Il leader è un “host”, qualcosa che mette in relazione persone e competenze di ruolo.
  • Holacracy (modello che riflette sulla dimensione funzionale e sistemica l’organizzazione). Introduce il concetto di equilibrio dinamico tra l’auto-affermazione del ruolo e l’essere riconosciuto come funzionale all’intero sistema. Holacracy illustrazione

“La leadership è uno stato transitorio del sistema ed emerge quando l’assunzione di ruolo dell’individuo incontra un contesto facilitante, in cui questa scelta è riconosciuta come parte di sé e accettata come funzionale all’organizzazione”.

Breakout room di pratica riflessiva

E’ la fase pratica del meetup, per la quale i partecipanti sono stati divisi in piccoli gruppi per riflettere la complessità del proprio ruolo. Rispondendo ad alcune domande necessarie riguardanti le competenze, è stato analizzato e compreso in maniera chiara il proprio ruolo nell’agilità:

1. “Quali di queste competenze senti più vicine al tuo ruolo? Ruolo del leader

  • coaching
  • mentoring
  • training
  • consulenza
  • facilitazione.


2. Riusciresti ad assolvere il tuo ruolo professionale senza queste competenze? 

3. Quali preferisci usare e perché?

Si giunge quasi alla conclusione e sorge una domanda:

E per quanto riguarda i Team?

Teas Price

Come gruppo di ricerca e di pratica abbiamo messo a punto uno strumento di team retrospective che può coinvolgere direttamente il team in cui lavora il cliente. Attraverso la pratica dell’Agile Supervision, il “cliente del supervisore” (chiamato supervisee) consolida gli strumenti ed il modello per poter gestire in autonomia una sessione conversazionale in team. 

La finalità della sessione è una retrospettiva, un’integrazione ad un processo di design del prodotto.

Gli strumenti utilizzati sono pratica riflessiva e intervisione. 

Il modello per riuscire a praticare una sessione in autonomia è il Teas Price, una board conversazionale, che oltre a guidare il processo, raccoglie una serie dì domande e stimoli che facilita l’auto-conduzione dì una intervisione.

Human Reloaded

Fabio Gariboldi e Marco Matera, all’interno di Agile Reloaded, collaborano anche nella nuova iniziativa Human Reloaded che si occupa specificatamente di formazione su svariati argomenti.

Con questo spin-off riescono ad integrare la supervisione nella formazione aziendale, per consolidare e massimizzare l’utilità dei ruoli nell’agile. La supervisione permette di prendere in carico tutta la fase che segue il processo formativo tradizionale, per contestualizzare i temi e facilitare la formazione nella propria realtà organizzativa (“sapere come giocarsi le proprie competenze”).

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