CASE STUDY
Come abbiamo aiutato il top management di Allianz Italia a trovare nuove idee per cambiare il modo di lavorare.

2 location
2 giornate di workshop
60 responsabili di area
3 facilitatori
La necessità del cliente era chiara: ricevere supporto per facilitare momenti di dialogo tra le persone e favorire la collaborazione.
Per raggiungere questo obiettivo, i coach di Agile Reloaded hanno messo in pratica quanto appreso e sperimentato in tanti anni di esperienza nella gestione di dinamiche di gruppo, attraverso tecniche di facilitazione.
La chiave di questo lavoro è stata la contribuzione da parte di persone aventi competenze differenti, esperienze e punti di vista complementari rese possibili anche grazie alla creazione di gruppi di persone afferenti ad aree e con responsabilità diverse all’interno dell’azienda.
La necessità del cliente era chiara: abilitare il dialogo tra le persone e favorire la collaborazione per trovare nuove idee per il loro lavoro. Per raggiungere questo obiettivo, abbiamo utilizzato gli strumenti di facilitazione messi a punto in tanti anni di esperienza sul campo.


L’innesco del processo di co-creazione e collaborazione è stato un lavoro di condivisione e di allineamento tra i diversi rappresentanti di area, per raggiungere una visione comune dei concetti da approfondire. Al termine del primo giorno di workshop, abbiamo consolidato sei tematiche sulle quali ragionare nella giornata successiva.
La chiave di tutto il lavoro è stata la commistione di competenze, esperienze e punti di vista diversi, resa possibile anche grazie alla creazione di gruppi di lavoro misti, formati da persone afferenti ad aree e ruoli diversi all’interno dell’azienda. Questo ha permesso di innescare conversazioni di valore volte ad permettere dinamiche di contaminazione culturale.


Rainbow, “Di che colore sei?”
Per la divisione in gruppi di lavoro sono state identificate alcune aree tematiche (non direttamente legate all’ufficio di provenienza), categorizzate con un colore preciso e assegnate alle persone in base al proprio interesse. Obiettivo del gioco era di creare gruppi di lavoro quanto più colorati possibili. Cosa ne è risultato:
Per permettere la generazione di nuove idee in modo spontaneo e democratico, spesso la chiave è organizzare i partecipanti in gruppi misti. All’interno di questi tavoli, le persone hanno lavorato prima singolarmente e poi in maniera confrontativa, in modo da arginare l’effetto HIPPO (“Highest-Paid Person’s Opinion“) e ottenere valutazioni quanto più spontanee e sincere possibile.
Per i momenti di confronto ci siamo ispirati alla tecnica del Ritual Dissent: un modello per testare idee o proposte sottoponendole non al dialogo, ma all’ascolto forzato. In questo modo la critica o l’alternativa non sono percepite come “personali”, ma di supporto. Ascoltare in silenzio ha permesso ad ogni gruppo di cogliere i feedback con maggiore attenzione e di formulare nuovamente la propria idea sulla base dei pareri ascoltati, per poi raffinarla ragionando sul concetto di fattibilità dell’iniziativa.
(Per approfondimenti sul Ritual Dissent, rimandiamo a questo articolo sul nostro blog sui processi decisionali nei gruppi, tra i quali citiamo anche il “Disney method” e “I 6 cappelli per pensare” di E. De Bono).


Molte volte nelle aziende viene chiesto di fornire una metrica universale per valutare il lavoro di tutti. In Agile Reloaded preferiamo che siano le persone a stabilirlo attraverso il confronto: il valore finale in questo modo è superiore. Per noi è molto importante che le persone dialoghino in maniera costruttiva e si valutino in modo oggettivo; solo così si possono creare i presupposti per dare vita ad organizzazioni che apprendono (per approfondimenti, rimandiamo al libro “La Quinta Disciplina, l’arte e la pratica dell’apprendimento organizzativo”).
Assessment e selezione dei temi
Divisione in gruppi misti per competenze e interessi
La raccolta delle idee
Ritual Dissent: confronto e feedback
La fattibilità delle iniziative
L'autovalutazione del lavoro
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