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Fabio Ghislandi

 

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Fabio Ghislandi

Nella prima parte della sua vita professionale ha lavorato come developer e project manager soprattutto nell’ambito dell’automazione industriale. La seconda parte è caratterizzata dall’esperienza come imprenditore in Intré e come agile coach in Agile Reloaded che ha contribuito a fondare. Come volontario ricopre da 5 anni il ruolo di presidente dell’Italian Agile Movement promuovendo i principi e le pratiche agili sul territorio italiano.

Prima di partire per un viaggio cos’è che non deve mai mancare nel tuo zaino?

Quando mi muovo per trasferta o altro, ho sempre un libro da leggere nei momenti di pausa. Non è detto che poi lo legga, ma c’è sempre.

Racconta l’esperienza che hai vissuto — non necessariamente in ambito professionale — che ti ha trasformato maggiormente e perché.

La mia vita professionale e le numerose esperienze di volontariato sono rimaste separate per un lungo periodo. Il vero passaggio è stata la scelta di diventare freelance prima e poi imprenditore, perché ho potuto decidere di specchiare le due vicende, intrecciando valori ed esperienza. La scoperta di Agile, con la centralità della persona e il suo contributo unico e irripetibile, la dimensione del gruppo, l’interazione tra le persone, ha reso questo intreccio molto plastico e concreto.

Elenca tre valori su cui basi il tuo agire e la tua vita.

  • Centralità dell’individuo: possiamo inventarci tutti i migliori processi aziendali, ma senza le persone non si va da nessuna parte.
  • Sperimentazione continua: mettiamo sempre alla prova dei fatti le nostre ipotesi di lavoro, accettando anche eventuali fallimenti che possono fornirci anche essi spunti per il miglioramento.
  • Leadership decentralizzata: esistono tanti stili di leadership, da applicare a seconda delle situazioni. Un’organizzazione sana non ha un capo onnipotente e indiscusso, ma distribuisce le capacità decisionali e di guida all’interno del proprio “organismo”.

Qual è la cosa che ti piace di più del tuo lavoro?

In realtà faccio diversi lavori: direi che l’elemento che mi piace e che li accumuna è vedere realizzata un’idea. Vuol dire pensarla, darle forma, aggregare persone, cambiare direzione, raggiungere un obiettivo dopo l’altro, accorgersi che il gruppo è protagonista e poi dire insieme: done!

Quale episodio legato alla tua professione vorresti che tutti conoscessero. Come mai pensi possa essere d’aiuto ad altri colleghi e perché?

“Perché non provi?”: questa frase pronunciata da altri quando mi si presentava una possibilità ed ero riluttante ad affrontarla. È stata pronunciata almeno tre volte da colleghi o capi ed è stata l’inizio di una svolta importante. Perché non provi?

Aggiungi un aneddoto personale, di quelli che metteresti in fondo al CV — o all’inizio, dipende dai punti di vista — sotto la voce hobby e interessi.

Nel 2016, all’interno dell’Italian Agile Movement non c’era nessuno che intendesse prendere le redini dell’associazione. Ne parlai con alcuni colleghi e da lì ha preso inizio una nuova avventura, come Presidente dello IAM.