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Giorgia Lattanzio

 

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Giorgia Lattanzio

Prima di partire per un viaggio cos’è che non deve mai mancare nel tuo zaino?

Una macchina fotografica – va bene anche il cellulare, basta che faccia bene le foto, che colga i dettagli. Ho paura di dimenticare, esperienze persone momenti…e le fotografie mi ricordano quotidianamente quanto e cosa ho vissuto. Che la vita è bella, davvero!

Racconta l’esperienza che hai vissuto — non necessariamente in ambito professionale — che ti ha trasformato maggiormente e perché.

Prima dell’arrivo della pandemia da Covid-19, avrei risposto “il mio primo viaggio all’estero da sola”; ero piccola. Sono sempre stata una bambina solare e piena di energie, alla continua ricerca di amichetti, premurosa e generosa con chiunque, curiosa dei suoni delle diverse lingue o dei colori delle altre culture. E quell’esperienza – le sensazioni sono ancora vivide – mi fece sentire bene, piena di vita e sicura di me, in un posto del tutto sconosciuto, lontano da casa e con persone completamente estranee ai miei occhi. Fu una delle esperienze più forti e positive della mia vita che mi diede tante consapevolezze a livello personale, seppur così piccola.
Gli anni sono passati e con loro tanti momenti e mi sento di dover parlare anche di un’altra esperienza forte: il primo (vero) lockdown da pandemia da Covid-19. Una situazione opposta alla prima descritta: decisi di passarlo lontano da casa – forse questo è l’unico collegamento tra le due vicende – ma stavolta per scoprire una precisa persona: Giorgia. E non c’è molto da dire (o forse non voglio): semplicemente, oggi sono una persona diversa, piena e nel posto giusto!

Elenca tre valori su cui basi il tuo agire e la tua vita.

  • Rispetto: per ciò che riconosciamo ma soprattutto per ciò che è “altro”, per persone vicine o per sconosciuti, che si tratti di modi di pensare, di agire, di desiderare, di osservare…Credo che ognuno di noi abbia qualcosa da raccontare di sé e nel suo modo e il rispetto è il primo e grande atto di ascolto che si possa fare.
  • Amore, il che può essere scontato per qualcuno, ma non per me: credo sia il fine ultimo di ognuno, il bisogno innato di ognuno, amare e sentirsi amati; è l’amore che ti guida nelle scelte quotidiane e nei desideri del futuro, che sia per una persona, una cosa, un animale, un pensiero astratto…l’amore ti da vita e va rispettato (torna il rispetto) in ogni suo aspetto.
  • Determinazione: da ragazza tutt’altro che determinata in passato, ad oggi sento che è la determinazione – non l’ossessione – quell’altra forza che ti permette di raggiungere veramente ciò che senti, nel profondo; a volte potrebbe sembrare che non si stia raggiungendo nulla se confrontato con ciò che si pensa di volere; ma lì bisogna fermarsi e ascoltarsi veramente. Ciò che desideriamo davvero per stare bene ed essere felici è unico per ognuno e fatto per essere trovato.

Qual è la cosa che ti piace di più del tuo lavoro?

La novità. La novità nelle cose da fare: ogni articolo ha la sua trama, ogni evento la sua organizzazione, ogni responsabilità la sua motivazione, ogni ruolo la sua missione, ogni giorno la sua soddisfazione. La novità nelle nozioni che quotidianamente apprendo. La novità nelle persone che si incontrano. La novità nello stesso modo di lavorare, quotidianamente.

Quale episodio legato alla tua professione vorresti che tutti conoscessero. Come mai pensi possa essere d’aiuto ad altri colleghi e perché?

Rispondo con una parola e poche righe di spiegazione. Intraprendenza: per voi che avete la passione della scrittura e del racconto, e la curiosità per l’ignoto, appena ne avete l’opportunità partite, appena avete un’idea proponetela. E se ancora non siete sicuri del valore di quel prodotto o di quell’esperienza, iniziate lo stesso, intraprendete il cammino. Scoprite e scrivete! Perché prima o poi, una circostanza o una persona richiederanno quel lavoro o quel dettaglio che voi, spinti da una voglia naturalmente lungimirante, avete già scovato e raccontato.

Aggiungi un aneddoto personale, di quelli che metteresti in fondo al CV— o all’inizio, dipende dai punti di vista — sotto la voce hobby e interessi.

Una volta una persona mi disse: “se dovessi descriverti con una parola, massimo due, sceglierei viaggio e scoperta”. E più vado avanti, più mi rendo conto che è così. Fin da bambina, sono sempre stata una “spugna del mondo”: parto, scopro, conosco, apprendo e così cresco. Camminare per strade che non riconosco, dover studiare la loro storia, non comprendere la lingua del posto e dover inventare modi per interagire, vivere abitudini e ascoltare esperienze spesso di difficile immaginazione, scovare i dettagli più segreti e preziosi, assaporare e odorare la diversità. E poi raccontare ciò che ho visto e provato…non so ancora se lo metterei in cima, o a valle del CV.