Perché coltivare una Cultura del feedback nella tua azienda.

Perché coltivare una Cultura del feedback nella tua azienda.

Questo articolo è un estratto dell’omonima puntata del Reloaded Podcast a cura di Beatrice Bottini, arricchito da una piccola parte inedita che farà parte del prossimo corso erogato da Agile Reloaded.

La Cultura del feedback 

Lo scambio di feedback è uno dei momenti più importanti nell’approccioAgile” allo sviluppo.

Il ciclo continuo di feedback da parte di clienti e stakeholder è fondamentale per consentire ai team sia di sviluppare prodotti e servizi che soddisfano le esigenze del commissionatore, sia di ideare soluzioni per adattarsi alle evoluzioni e ai cambiamenti del contesto esterno sociale, economico e culturale.

Ma c’è anche un altro motivo che rende indispensabile coltivare una cultura del feedback in azienda: la sua rilevanza nel miglioramento continuo delle performance di team e organizzazioni. 

Si tratta di un aspetto spesso sottovalutato, quando in realtà saper dare feedback è un’abilità fondamentale per chiunque lavori coltivando relazioni umane. E ancora di più per Manager e Leader, per i quali è parte integrante della routine di lavoro.

La paura nel dare e ricevere feedback

Nonostante sia nota l’importanza di condividere feedback, resta ancora oggi un’abitudine poco diffusa. Piuttosto, si percepisce una sorta di timore, sia nel darlo che nel riceverlo: le persone hanno paura di compromettere un buon rapporto di lavoro con un collega, o delle reazioni altrui, o delle conseguenze che potrebbero avere determinate parole dette al capo.

Eppure, meno si coltiva una cultura sincera del feedback, più si corre il rischio di continuare a commettere gli stessi errori. E più si sale nell’organigramma aziendale, maggiore è la probabilità che questi errori andranno a compromettere negativamente l’organizzazione o il proprio team.

A fronte di questi ragionamenti, è chiaro che chi riveste ruoli di leadership dovrebbe chiedere e dare regolarmente feedback a team e colleghi.

Il super potere di team e organizzazioni

Un feedback ben costruito e propriamente condiviso può rappresentare uno strumento molto utile, un super potere per team e organizzazioni, in quanto:

  • aiuta a produrre decisioni migliori;
  • contribuisce ad ampliare la consapevolezza di sé;
  • stimola l’apprendimento;
  • aumenta la motivazione;
  • rafforza le relazioni.

Non è un caso se il principio della leadership efficace poggia anche sul confronto tra colleghi e collaboratori: il famoso modello 70:20:10 dimostra che l’apprendimento avviene per il 20% tramite il confronto con gli altri. Inoltre, coltivare una cultura del feedback contribuisce a creare un clima aziendale di fiducia e positività, fattori fondamentali per la crescita di team e organizzazioni.

Per questi motivi, molte aziende negli ultimi anni hanno deciso di investire nella costruzione di una cultura del feedback. Vediamo un caso concreto.

Il caso Netflix

Negli ultimi tempi, Netflix ha deciso di creare un vero e proprio programma di formazione aziendale per promuovere feedback frequenti. 

Dalla prospettiva organizzativa, è stato notato che le persone che forniscono e ricevono feedback regolarmente, imparano più in fretta e sono più performanti.

Adottando il punto di vista dei team, è stato appurato che se c’è fiducia, c’è meno bisogno di controllo, di regole rigide e di gerarchia. Il che può aprire la strada a pratiche di leadership diffusa: maggiore delega, accresciuto senso di responsabilità e più alta autonomia per i team. 

Infine, dal punto di vista di Beatrice, innescare questo circolo virtuoso contribuisce ad una migliore agilità organizzativa.

In conclusione, come possiamo dare e ricevere un feedback veramente costruttivo?

Dare un feedback

Ci sono diversi aspetti da considerare se si vuole dare un feedback nel modo giusto: 

  1. Un feedback non è un giudizio, né un’opinione, non è un comando e nemmeno una valutazione. Perchè un feedback sia realmente costruttivo e, quindi, porti un reale beneficio a chi lo riceve e di ritorno anche a chi lo dà, deve essere considerato e recepito come un dono e avere una struttura ben definita, composta da specifici messaggi. 
  2. Quando diamo un feedback, è importante personalizzare l’esperienza del feedback. Come? Facendo attenzione al cosa diciamo, al come lo diciamo, al quando e al chi. È opportuno prestare attenzione alla persona destinataria, perché non siamo tutti uguali. Ma anche scegliere il momento giusto e un luogo adatto per potersi ascoltare. 
  3. Il feedback deve avere uno scopo buono, deve nutrire chi lo riceve e di conseguenza portargli un beneficio: essere un dono. Per farlo, è bene comunicare in modo chiaro che quello che si sta dicendo, è per il bene della persona e le porterà vantaggio. 
  4. Infine, non dimentichiamo mai di chiedere il permesso prima di dare un feedback, positivo o negativo che sia. 

Ricevere un feedback

Ogni giorno, tutti noi riceviamo molti stimoli e messaggi. Per cui, è importante saper riconoscere i veri feedback e distinguere quelli che ci nutrono da quelli disfunzionali.

Per farlo, si può partire da alcune riflessioni:

  1. Innanzitutto, è bene porre l’attenzione su chi ci ha dato il feedback: ogni feedback dice molto su chi ce lo da’!
  2. In secondo luogo, è opportuno considerare l’utilità del feedback: se e come poterlo usare per crescere e migliorare ulteriormente. 
  3. Infine, è bene analizzare le conseguenze del feedback: ogni feedback costruttivo dovrebbe portare ad una azione significativa, che sarà un’azione di rinforzo se il feedback è positivo, o un cambiamento se il feedback è negativo.

 

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Dettagli del corso

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