#iad23. I suoi primi 20 anni.

#iad23. I suoi primi 20 anni.

Venerdì 17 e sabato 18 Novembre, agilisti – e non – provenienti da tutta Italia si sono incontrati tra le aule del Politecnico di Milano per festeggiare insieme i primi 20 anni degli Italian Agile Days (#iad23) la più grande conferenza italiana sui temi dell’agilità. 

Durante l’edizione precedente si era già diffuso un sentore di cambiamento, dovuto al fatto che Agile si stava sempre più affacciando ad altri settori, diversi da quello natio dello Sviluppo Software. A distanza di un anno, Agile non si è fermato e continua a cavalcare bene quest’onda evolutiva.

Il venerdì #iad23 è Unconference

A differenza della scorsa edizione, la prima giornata degli Italian Agile Days è stata occupata dall’Unconference* e numerose sono state le proposte di confronto condivise dai partecipanti. 

unconference

Tra le sessioni del venerdì, hanno trovato grande seguito quelle di 3 nostri reloaders:
unconference smarello

  1. Stefano Marello ha coinvolto la platea con un tema che lo incuriosiva inprima persona: quando le user story incontrano il “jobs to be done”. In fin dei conti l’unconference è un’occasione perfetta per proporre argomenti che si vogliono discutere con altri professionisti a partire da interrogativi personali – proprio come ha fatto Stefano, che in questa sua puntata sul Reloaded Podcast aveva già mostrato di avere un interesse particolare per il tema -.
  2. Ferdinando Santacroce ha fatto viaggiare i presenti in aula portandoli indietro nel tempo, fino ai minatori inglesi dei primi anni ‘50. Dal carbone al software è il titolo del suo intervento, portato per analizzare insieme le strategie organizzative del lavoro in miniera ai tempi e ragionare sugli errori che, oggi, continuano a ripresentarsi nelle organizzazioni. Quale sarà stata la conclusione?
  3. unconference giorgiaGiorgia Lattanzio ha vissuto la sua prima esperienza da speaker e lo ha fatto portando un tema che forse è proprio la dimostrazione di quell’onda di cambiamento che Agile sta surfando: l’esperimento dell’applicazione di Scrum all’interno di un team marketing e comunicazione aziendale. Un tema ancora poco affrontato ma che, a guardare le sedute occupate, ha attirato la curiosità di tanti professionisti attivi sia nel campo Agile che nel settore Marketing e Comunicazione.

Tre interventi che dimostrano in modo chiaro come il nuovo mindset agile si stia facendo strada tra settori e realtà differenti.

Il sabato #iad23 è…conferenza

Il secondo e ultimo giorno è stato dedicato alla conferenza vera e propria degli Italian Agile Days e all’esposizione degli stand degli sponsor. Anche quest’anno, Agile Reloaded ha supportato l’organizzazione dell’evento come sponsor e ha partecipato attivamente alla conferenza con ben 6 interventi.

Ma un passo per volta.

Poco, ma buono

Come ogni anno, ancora una volta le aziende sponsor si sono preoccupate di organizzare attività, stampare materiale aziendale o organizzare curiosi banchetti espositivi. Per quest’edizione, i reloaders hanno pensato di dar vita ad un album di figurine – o meglio, l’album dei servizi. Tra le numerose locandine colorate contenute nella sacca consegnata al momento della registrazione, la nostra non poteva di certo passare inosservata: una busta bianca con il timbro Agile Reloaded, in piccolo, sul retro. I colori erano all’interno: un album con 6 riquadri da completare e 5 figurine, tra cui un doppione.

#iad23

#iad23

stand #iad23
Ecco l’inganno: al fine di completare il loro album, i partecipanti avevano il compito di cercare e scambiare le figurine mancanti con gli altri presenti all’evento. L’attività è stata un successo, anche per il premio che spettava una volta completato l’album: una copia omaggio del libro
Agile Transformation di Neil Perkins, la cui edizione italiana è stata curata da Marco Calzolari (fino ad esaurimento scorte)agile transformation
Inutile dire che le ben 130 copie del libro sono terminate in quasi mezza giornata. Ma il feedback più grande è stato condiviso dalle persone stesse, che hanno apprezzato il format del gioco che stimolava il networking.

Tra le attività degli altri sponsor, molto apprezzate sono state quelle proposte da Intré (un libricino con la descrizione di 5 supereroi, gli Intrepidi – gran bel gioco di parole – e dei test finali, per verificare la conoscenza di alcuni temi connessi al mondo Agile…e scoprire il proprio supereroe) e da Avanscoperta (il famoso gioco Indovina chi eseguito a coppie, con una carta poggiata sulla fronte della “vittima”, per vincere dei fantastici calzini brandizzati). E qui, Giorgia e Stefano Marello hanno battuto ogni record.

 

È il momento dei talk

E mentre tanti scambiavano chiacchiere e figurine, tanti altri erano nelle aule ad ascoltare i talk di esperti agilisti. Tra questi, ben 4 sono stati tenuti da alcuni reloader.

Suggerimenti per “leader” che guidano e supportano team agili

cate e manu #iad23Caterina Palmiotto e Manuele Piastra hanno portato questo intervento per affrontare un problema purtroppo ancora diffuso: i danni che i problemi a livello di leadership causano alle organizzazioni in termini di elevato turn over, mancate opportunità, danni di immagine e veri e propri incidenti. Google ha addirittura condotto uno studio, dimostrando l’influenza che la sicurezza psicologica ha sull’efficacia del lavoro di un team. Eppure, nelle aziende si continuano a vedere meccanismi poco funzionali nel complesso intreccio di leadership, management e cultura. 

Caterina e Manuele hanno quindi ragionato insieme all’aula sull’immagine che si ha di un leader, confrontando le varie risposte con degli esempi reali osservati durante la loro esperienza con “leader” che hanno impattato la produttività e la cultura di team che cercano di adottare l’agilità. E hanno concluso proponendo dei comportamenti alternativi che possono supportare i team nel creare quell’ambiente che li può rendere più efficaci, invitando i “leader” a scegliere consapevolmente quali modalità adottare avendo a disposizione più alternative.

La trasformazione come competenza

calzolari #iad23Marco Calzolari ha pensato di riprendere il tema dell’orizzonte agile che si allarga, inglobando temi quali HR, Marketing, Teal, Leadership o qualsiasi altro che possa determinare un maggior successo delle iniziative di business. Ma è importante, in questa fase di evoluzione, fare attenzione che non si perda il valore dell’agilità e, in particolare, della figura del coach agile. E in caso dovesse succedere come si può recuperare?

Negli ultimi, Marco ha avuto l’opportunità di collaborare con diversi colleghi in centinaia di iniziative di adozione e trasformazione, in una vasta gamma di contesti aziendali. Non tutte sono state un successo, e di alcune non ne rimane traccia. Ma questo gli ha permesso di strutturare e offrire alla sua audience una sorta di Minimum Viable Agility: quali caratteristiche hanno fatto e fanno tuttora la differenza, senza nascondere gli errori che lui stesso ha commesso.

L’arte di mettere in fila tante cose. Un approccio realistico al portafoglio strategico

stefano #iad23Stefano Leli ha spiegato l’importanza di far evolvere il portfolio di iniziative, grande o piccola che sia l’azienda, dal momento che si vuole introdurre l’agilità. Gli approcci agili al portfolio management hanno spesso lo scopo di selezionare e scartare i progetti meno rilevanti, per focalizzarsi su quelli a più alto valore. Ma è davvero così? 

Stefano racconta di come l’esperienza sua e dei suoi colleghi abbia insegnato che, in un mercato dominato dall’incertezza, non sempre si possono “non fare” le cose. Tuttavia si può cambiare l’approccio ai criteri decisionali, lavorando sulla collaborazione e la comprensione tra i decisori coinvolti. E lo ha dimostrato con esempi concreti di adozione in aziende di diversa natura.
Per approfondimenti teorici sull’Agile Project Portfolio Management rimandiamo a questo articolo sul nostro blog.
Per conoscere un esempio della sua applicazione, consigliamo la lettura di questo case study

L’Organization design crea team disfunzionali

pino #iad23Durante il suo talk, Pino Decandia ha dimostrato come le pratiche di disegno organizzativo Agili soffrano di una visione locale dell’organizzazione. Le grandi aziende hanno dipartimenti che si occupano di organizzazione e che lavorano su organigrammi, processi e standard necessari per rimanere aggiornati rispetto al tipo di business. Di pari passo, la comunità Agile ha prodotto molti esempi di disegno organizzativo a supporto, se non in sostituzione, dei dipartimenti di organizzazioni. Queste pratiche, però, offrono solo una semplificazione al disegno organizzativo, risultando scarsamente applicabili se non in contesti di laboratorio.

Pino, quindi, ha dimostrato l’assunto di partenza, raccontando cos’è il design organizzativo, come viene portato avanti in senso tradizionale e agile, perché è contrario alle logiche agili e quali effetti visibili produce in alcuni esempi reali di aziende nostre clienti.

Pratiche per costruire una learning organization

fabio #iad23Il talk che Fabio Ghislandi ha costruito partiva dall’analisi del Manifesto Agile.
9° principio: “La continua attenzione all’eccellenza tecnica e alla buona progettazione esaltano l’agilità”. Ma come si fa? La risposta “fai un corso di formazione” non è credibile neanche agli occhi del dipartimento HR.
5° principio: “Fondiamo i progetti su individui motivati”. Qui le cose si complicano ulteriormente, se mai fosse possibile. Come vanno motivate le persone?
1° valore del Manifesto: “Persone e loro interazioni più che principi e strumenti”.

Fabio si è sempre domandato se ci fosse un filo rosso ad unire questi tre elementi: interazione tra persone, motivazione ed eccellenza tecnica. E a distanza di 10 anni ha voluto condividere ciò che ha capito e fatto concretamente: ha quindi raccontato le esperienze vissute nelle aziende come coach e si è focalizzato sulle pratiche di apprendimento messe in atto da Intré come caso virtuoso, quindi nelle vesti di imprenditore: il filo rosso per lui si chiama learning organization o, se preferiamo, continuous learning

Navigando nel mondo del software, tra modelli e realtà.

ferdinando e massarotto #iad23Questo talk nasce in risposta ad alcuni dubbi di Ferdinando Santacroce e Marco Massarotto: una User Story è la mera somma dei suoi Task? Qual è Il vero significato di Debito Tecnico? Perché DDD insiste sul concetto di Ubiquitous Language?

Come risposta, i due reloaders hanno deciso di mettere in luce una questione profonda: viviamo in un mondo di approssimazioni! Esistono i fatti, unici e incontrovertibili. Poi ci sono i modelli, rappresentazioni semplificate della realtà che tralasciano dell’informazione. Spesso e volentieri ce ne dimentichiamo e finiamo per confonderci. 

A partire da questi assunti e attraverso esempi concreti tratti dal mondo del software, Marco e Ferdinando hanno offerto alcune chiavi di lettura per raggiungere una nuova consapevolezza.

Quando è finito, è finito

Vi salutiamo con uno dei principi che regolano l’unconference: when it’s over, it’s over. Anche con questa edizione, a distanza di 20 anni, gli Italian Agile Days si sono confermati come una conferenza ricca di persone, professionisti, storie e insegnamenti.
E di opportunità.

Ci salutiamo con una domanda: dove ci porterà il viaggio evolutivo di Agile?

Alla prossima edizione.

 

Ma cos’è un’unconference?

Un’unconference è una conferenza non convenzionale e senza programma, basata sull’Open Space Technology: sono gli stessi partecipanti a proporre talk o presentazioni e a costruire l’agenda della giornata. Ma come funziona? Ad ogni partecipante viene consegnato un cartoncino sul quale scrivere titolo dell’intervento e nome e cognome propri (e se c’è un numero minimo e massimo di persone che possono partecipare, oltre ad eventuali tag). Nel frattempo, viene costruita una board organizzata in righe (orari degli slot) e colonne (locali a disposizione), che intersecandosi creano delle celle. A questo punto, chi lo desidera espone brevemente quale sarà il focus del suo intervento e attacca il cartoncino della proposta sulla board, in corrispondenza della cella prescelta. Eventualmente, possono nascere momenti di trattativa per scambiarsi slot o aule. Al termine delle presentazioni e delle contrattazioni, l’agenda della giornata è definita e da quel momento in poi le persone sono libere di entrare e uscire da qualunque sessione liberamente. 

 

 

 

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