L’apprendimento di un Agile Coach

L’apprendimento di un Agile Coach

L’Agile Coach è uno dei ruoli maggiormente diffusi in azienda ogni volta che si parla di trasformazione agile. Ho deciso, per iniziare a descriverne il ruolo, di partire da un’esperienza diretta di crescita che, come spesso accade, è anche stata l’esperienza di uno sbaglio.

Indice

  1. L’episodio che non ti aspetti
  2. Ma l’Agile Coach è davvero qualcuno che fa solo domande?
  3. Come si bilanciano i due aspetti coach e agile?
  4. Consapevolezza del ruolo e delle aspettative
  5. Risorse

L’episodio che non ti aspetti

I protagonisti siamo io, Pino Decandia, nel ruolo di Agile Coach, e Andrea (nome di fantasia), manager.
In quel momento ci trovavamo in mezzo all’open space dell’ufficio, di fronte ad una lavagna. Andrea con il pennarello in mano e io davanti a lui. C’era brusio tutt’intorno.
Ad un certo punto, Andrea, inizia ad urlare. Urla nel mezzo di questo grande ufficio.
Tutti smettono di lavorare e rivolgono lo sguardo verso di noi. Il brusio di sottofondo cessa immediatamente.

Ma cosa urla, e a chi? Sta urlando proprio verso di me.

“Piantala di farmi domande, io ti pago per avere delle risposte”.

Le urla mi fanno sentire sotto attacco e, quasi nudo, cerco di gestire la situazione in un modo che possiamo definire con diversi aggettivi: ingenuo, inutilmente testosteronico o insopportabilmente arrogante.
Fingendo una notevole calma, che in realtà non avevo, lo guardo e gli dico:

“Per avere risposte, avresti dovuto pagare un consulente. Invece, essendo io un Agile Coach, mi paghi esattamente per farti delle domande”.

Andrea si zittisce, basito dalla mia risposta.
Una risposta di puro istinto, cercando di fare più male possibile, una modalità da cervello rettile che ha portato ad altre conseguenze. Come potete immaginare, il mio rapporto con Andrea non ha avuto evoluzioni. E’ finito lì.

La mia risposta conteneva un assunto preciso su quello che pensavo dovesse essere il mio ruolo: il coach che fa domande.

Il clinete arrabbiato urla verso l'agile coach "Basta farmi domande"

Ma l’Agile Coach è davvero qualcuno che fa solo domande?

Detto che, come ho imparato, se fare solo domande è l’espressione di una notevole professionalità, la risposta è no.
L’Agile Coach è una persona che fa convivere due diversi aspetti all’interno delle proprie prestazioni professionali:

    1. Coach
      E’ un coach nel senso che può agire come tale e utilizzare strumenti tipici di un coach e la modalità di relazione con il cliente. Da questa competenza l’Agile Coach deriva la convinzione che il cliente (il coachee) abbia in sé tutte le risorse necessarie per riconoscere e intraprendere un percorso di miglioramento personale.
    2. Agile
      L’agile coach può concentrarsi sulla parte Agile, in cui si suppone possa dare dei consigli o dei punti di vista differenti basati sull’esperienza. In questo caso la relazione con il cliente è più da consulente, da esperto della materia.

I due aspetti agile e coach vengono mescolati

Come si bilanciano i due aspetti coach e Agile?

Per provare a dare alcune risposte, torniamo all’esempio di Andrea che mi urlava contro. In quel caso ero probabilmente in modalità coach e non in modalità consulente.
Ma Andrea, e forse anche io, ne eravamo consapevoli?

Quello che avrei capito dopo questo avvenimento, è che la posizione che si instaura con il cliente deve avere almeno due caratteristiche:

    1. deve essere deliberata
    2. deve essere condivisa

Se fosse stata deliberata, io avrei reagito in maniera più razionale, offrendo magari un cambio di posizione. La stance di un Agile Coach deve essere flessibile e può cambiare durante la stessa conversazione.
Se fosse stata condivisa, non avrei ricevuto urla perché Andrea avrebbe saputo dal principio che avrebbe ricevuto tante domande e magari avrebbe semplicemente chiesto di smetterla perché non era a proprio agio o non lo riteneva utile.

Il bilanciamento è una condizione fluida, che può mutare costantemente durante la stessa conversazione e l’Agile Coach deve essere in grado di cambiare posizione continuamente in base alle necessità.

L'agile coach cambia cappello. Da coach a agile coach.

Consapevolezza del ruolo e delle aspettative

L’esperienza ci dice che i clienti normalmente si aspettano la figura del consulente, la persona che sia in grado di dare dei suggerimenti.
Basta esserne consapevoli e decidere di accettarlo, se si ritiene di poter dare un contributo.
Un’altra opzione è quella di proporre un accordo ed evitare, per quanto è possibile che il cliente ti urli contro.

Ah, da allora non è più successo, per fortuna. Andrea, scusami, ero troppo inesperto per aiutarti… o anche solo per rendermene conto.

Risorse

Ascolta la puntata del Reloaded Podcast da cui è tratto l’articolo su Spotify “Agile Coach in natura – con Pino Decandia”.

Scopri l’approccio all’agile coaching di Agile Reloaded nella pagina dedicata del sito Il nostro approccio.

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